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Lunedì, 06 Settembre 2010 09:51:57
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Il cavallo arabo

Il Purosangue Arabo

Questa razza, sinonimo di bellezza, grazia, velocità, agilità ha una storia che risale all' 8000 a.C.
E' la razza più antica e più pura esistente al mondo e la sua storia è strettamente intrecciata con i beduini, custodi supremi della continuazione della specie.
Il caratteristico profilo cesellato, gli occhi prominenti e l'orgoglioso portamento della razza araba equina sono tratti inconfondibili.
Migliaia d'anni fa nacque la leggenda beduina della creazione del cavallo arabo che, passata di generazione in generazione, è tuttora raccontata dagli abitanti del deserto.
La leggenda racconta che Dio prese una manciata di vento del Sud e da ciò creò un cavallo; poi proclamò: "Ho creato te, o arabo...ti proclamo una delle glorie terrestri...ti dono il volo senz'ali..."

 Purosangue arabo


Un alone di mistero e di misticismo circonda questo animale intorno al quale un intrecciarsi di leggende si è andato intessendo. Una di queste lo vuole discendere da sette capostipiti, scelti da Re Salomone fra i quarantamila cavalli da cocchio e i dodicimila da sella da lui posseduti, dai quali sarebbero derivate altrettante razze. La tradizione popolare lo fa invece discendere da cinque giumente che giunsero alla Mecca prima delle altre fra le ottantacinque inviate da Maometto per portare l'annuncio della vittoria.
L'Arabo è la massima espressione della bellezza che si concretizza attraverso l'armonia e l'eleganza delle sue forme. Questo cavallo è stato in passato impiegato per creare o migliorare altre razze in ogni angolo della terra, prima fra tutte il Purosangue Inglese.
Le tribù beduine credevano che il cavallo fosse un dono ricevuto da Dio e perciò si adoperarono per mantenere pura la razza.
Questo tipo di cavallo possiede tutte le qualità richieste per il difficile terreno desertico.
Il cavallo arabo è conosciuto per la sua natura pacifica ed affettuosa, il suo aspetto favoloso e il suo carattere orgoglioso.
Un altro aspetto unico di questa razza è che lo stallone è il detentore dalla purezza della razza, al contrario delle altre razze equine dove la fattrice detiene il ruolo più importante. Ma, allo stesso tempo, possedere una giumenta è considerato estremamente importante, specialmente nell'antichità (durante le battaglie a cavallo, i beduini preferivano cavalcare le cavalle poiché non andavano a disturbare i cavalli delle tribù avversarie).
La purezza della specie odierna è accreditata agli antichi beduini. Di generazione in generazione i beduini si sono passati verbalmente i dati relativi ai cavalli della razza "riproduzione nel deserto": non esistendo documenti scritti, la purezza della specie è stata mantenuta con il metodo di "riproduzione nel deserto": il concepimento nel deserto è garanzia di purezza di razza.
I beduini sono onorati di essere i supremi custodi e protettori del cavallo arabo. Nei secoli hanno custodito l'integrità della razza evitando l'incrocio di razze con lo stallone "kadish". Si credeva che la fattrice, una volta "contaminata" da uno stallone non puro, non fosse più in grado di procreare un cavallo arabo puro al 100%.
Con i secoli sono emerse cinque razze di cavalli arabi comunemente chiamate "Al Khamsa" e si chiamano Kehilan, Seglawi, Abeyan, Hamdani e Hadban. I nomi derivano da diverse tribù beduine e dai nomi propri di alcuni capi tribù.
Possiede una testa piccola a profilo camuso con fronte larga, orecchie piccole ed appuntite, occhi grandi ed espressivi, narici ampie, labbra sottili. Il collo è lungo e ben arcuato, largo alla base e ben attaccato, ornato da una criniera lunga e folta; il garrese risulta ben staccato e asciutto, la linea dorso-lombare è dritta, il dorso breve (17 vertebre dorsali in luogo di 18), le reni sono corte (5 vertebre lombari invece di 6) e larghe, la groppa è anch'essa larga e orizzontale, la coda è attaccata alta, ricca e portata con eleganza, il petto è ben muscolato, il torace ampio e profondo, l'addome piuttosto retratto, la spalla è lunga e inclinata. Gli arti sono ben muscolati e provvisti di articolazioni larghe, i tendini sono asciutti e ben staccati, il piede piccolo con unghia molto resistente. Gli appiombi sono perfetti; la pelle appare sottile ed elastica ed è ricoperta da peli corti e lucenti.



Il cavallo Arabo in Sicilia

La purezza e l’eleganza dei cavalli arabi si intrecciarono con la storia d’Egitto e con quella dei suoi abitanti, raggiungendo anche l’Europa in seguito a incursioni saracene e importazioni. Nobili famiglie spagnole e inglesi, infatti, dimostrarono il loro interesse verso la purezza del cavallo arabo e la possibilità di migliorare le razze locali tramite incroci. Anche in Italia, ed in particolar modo in Sicilia, con la dominazione araba, l’importazione dei cavalli arabi ha contribuito notevolmente al miglioramento delle razze locali.
In Sicilia è sempre esistito un cavallo nevrile e di pregio; se però una data deve essere indicata, questa coincide con l'arrivo degli arabi nell'827 d.C.. Si narra, infatti, che questi sbarcarono in Sicilia con circa 10.000 fanti e 10.000 cavalli ed iniziarono una intensa attività allevatoriale.
La spiccata cultura equestre degli arabi, che si stabilirono in Sicilia per tre secoli, influenzò notevolmente il patrimonio equino isolano. Da allora la fama dei cavalli arabi della Sicilia andò sempre crescendo e il considerevole patrimonio venne apprezzato anche dalla successiva dominazione normanna che, con l'incrocio tra sangue arabo e nordico, contribuì alla creazione di un cavallo con la distinzione propria dell’arabo ma con diametri trasversi e circonferenza toracica importante.
Nel 1864 fu costituito a Catania il deposito cavalli stalloni e da quel momento cominciarono le importazioni di riproduttori arabi provenienti dalla Siria e dalla Mesopotamia. In precedenza, allevatori siciliani, e in particolari i Baroni Grimaldi di Nixima, introdussero nell'isola pregevoli riproduttori di provenienza araba, mentre non vanno dimenticati gli stalloni arabi ricevuti in dono dalle zone d'origine della casa regnante e poi dati in uso al deposito stalloni di Catania. In ogni modo, le importazioni preferirono sempre soggetti arabi di Puro Sangue del tipo robusto, in linea con l'obiettivo zootecnico che si voleva raggiungere, cioè la produzione di un cavallo che, esprimendo contemporaneamente massa e velocità, avesse anche notevoli caratteristiche di grazia e bellezza.

Purosangue arabo

Il cavallo arabo ha alle sue spalle un storia ricca e complessa. I beduini furono i primi a domare questa magnifica razza. Col passare del tempo, si sparse la voce dell'esistenza di un cavallo che "volava senz'ali". Disegni di questi cavalli sono stati rinvenuti nelle tombe e nei templi faraonici. Alcuni dei disegni nelle tombe dei faraoni Thotmose III e di suo figlio Amenophis, di Ramses II e del faraone Piankhi, rappresentano proprio i cavalli arabi.
Il cavallo arabo è parte integrante della storia dell'Egitto. Il profeta Mohammaed ha affermato che "Ogni uomo deve amare il proprio cavallo".
Il conquistatore Mammalucco di Ahamad Ibn Tulun fece costruire dei giardini da mille e una notte per la sua collezione di cavalli.
Sir Walter Scott sosteneva che questi cavalli fermarono Riccardo Cuor di Leone dal conquistare l'Egitto, "Alzando nuvole di sabbia sembravano divorare il deserto davanti a loro... divorarono instancabili miglia in pochi minuti".
Nel 1798, Napoleone sconfisse l'Impero dei Mammalucchi e rimase affascinato dai cavalli arabi. Dopo la dipartita dei francesi, Mohammed Ali il Grande governò l'Egitto. A lui è attribuita la fondazione di uno dei migliori allevamenti di cavalli arabi per la continuazione della specie.
I faraoni dell'antico Egitto, i beduini, Napoleone, George Washington, Genghis Khan e Alessandro il Grande hanno tutti scelto cavalli arabi come destrieri personali.
Il fanatismo dei beduini per la purezza dei loro cavalli li preservò da apporti di sangue straniero producendo i meravigliosi risultati che oggi possiamo ammirare.
L’arabo è il primo miglioratore di tutte le razze europee ed è stato determinante alla creazione del purosangue inglese.
I migliori allevamenti si trovano in Polonia, Svezia, Francia, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti, oltre che nei Paesi del Medio Oriente.
Nel corso dei secoli gli arabi hanno perfezionato questa razza, ottenendo così un cavallo molto versatile. Il clima, l’alimentazione e una dura selezione (sia naturale che artificiale), hanno contribuito alla creazione di un cavallo dalle doti eccezionali.
Le tribù di Beduini vivevano in continuo stato di guerra con altre tribù quindi, dopo violente lotte, seguivano fughe precipitose. Tutto ciò determinava una vita ai limiti della sopravvivenza, nella quale solo i più forti potevano sopravvivere. Le condizioni di vita di questi cavalli potevano portare o all’estinzione della specie o a un suo continuo miglioramento.

Articolo di Pietro Giannetto.

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